L'Angolo
di Juanita Trinidad Nigro



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L’ANGOLO
Cosa è un angolo? L’unione di due linee angolari, dei due muri, di due indecisioni. In quasi tutte queste situazioni sempre si occupa l’angolo con qualcosa.
Il più vuoto forse è l’angolo di un campo di calcio: occupato solo da una bandierina.
In questo angolo virtuale c’è un enorme, enorme baule, pieno di fotografie reali, fatte nel trascorso degli anni e guardandole, la mente rivive quei momenti, i battiti del cuore aumentano, sia per la evocazione di un evento felice, sia per uno triste.
La memoria è ingarbugliata e galoppa tra immagini, annotazioni e diversità di colori, volendo portare a galla i singoli eventi, le singole emozioni, però sono cosi tanti.
Le foto sono lì, tutte mescolate, con date e riferimenti, ma senza ordine, testimoniando un attimo vissuto, contemplato in silenzio. Un attimo che mai più si ripeterà, e che solo il clic di una macchina fotografica catturò per sempre. Il velocissimo e lieve movimento delle ali di una farfalla, un’ape posata su un fiore, una goccia d’acqua sospesa dopo la pioggia, un uccello in volo, un animale o un edificio, un albero o un paesaggio che si presentano davanti agli occhi quando si va a cento chilometri all’ora e con il vetro sporco di polvere e dei mille insetti schiacciati contro. Queste foto sono solo questo: la testimonianza di un attimo. Non sono da concorso, ne tanto meno da esporre. Sono solo le immagini imprigionate, di un momento emozionante e che oggi, guardandole, fanno tornare alla mente ricordi nascosti chissà in che angolo della memoria.
Si, perché sempre i momenti vissuti nel passato, restano lì, in un angolo. Non muoiono. Si assopiscono, appannati dai nuovi eventi, delle nuove cose da memorizzare. Ma un odore, un colore, un sapore, una canzone, aprono una fessura negl’intrecci dell’angolo della memoria e cominciano a spuntare uno dietro l’altro fino a convertirsi in quasi un nuovo presente, soprattutto quando davanti agli occhi si sgranano miriadi di fotografie. A colori, in bianco e nero, in diapositive. Si vola con la mente per ripescare quei momenti, per tentare di rivivere quelle emozioni che hanno fatto di ciascuno di noi un immenso contenitore di immagini ed emozioni. Oltre le foto, quella che merita una menzione molto speciale è la scrittura, perché la memoria può andare in tilt e adieu.
Le foto, che meraviglia!!!!
Baule delle foto e dei ricordi
Alcune delle foto dentro al baule


Strada di Svezia con fiori
APRENDO IL BAULE
Alle otto del mattino il sole è già alto, lo spettacolo che si presenta agli occhi è un regalo che tocca l’anima. La natura è rigogliosa, il verde ha mille sfumature, e i fiori sono dovunque. Tutto è armonioso, persino le erbacce. Ma … perché erbacce?. Loro sono prodotti della natura, sono parte di questo gigantesco quadro che si te presenta a trecento sessanta gradi e che non sei in grado di catturare in un solo sguardo perché l’occhio umano è limitato. Immagina andando in macchina. Certo però che la macchina ha il suo vantaggio. Puoi scivolare tra queste meraviglie e godertele sentendoti parte dell’insieme. Ogni parte del nostro pianeta terra ci regala la bellezza delle sue diversità. Questa è in Svezia centrale. Terra generosa ed anche dura per le sue basse temperature in inverno.
Ma che nella calda e umida estate fa esaltare la lussuria vegetale, come si volesse ubriacare tutti i sensi di chi la respira, di chi la vede, di chi la sente sopra la pelle. Si cerca di imprigionare dentro di sé tutto tutto quel enorme campionario di colori, profumi e sensazioni vellutate e intense che inondano il corpo. L’aria fresca e pungente del mattino, cioè verso le ore quattro, o anche prima, ti fa venire un leggero brivido, e i canti di centinaia di uccellini allagano il petto di meravigliosi sentimenti verso il Creato.
Da queste parti le piogge sono furiose, le nuvole scaricano a dirotto tutto il loro contenuto accompagnate da lampi che come ragnatele disegnano nel cielo mille figure, seguiti da tuoni che fanno tremare. Sì. I temporali in Svezia sono uno spettacolo a parte. Così quando essi sono passati gli occhi si sgranano davanti a un arcobaleno che può essere anche triplo e va da un estremo all’altro dell’orizzonte.


Arcobaleno dopo il temporale In mezzo al temporale



Fiori di Aconitum septentrionale
In estate il sole, a queste latitudini, non tramonta quasi mai. Si ha tranquillamente venti ore al giorno per fotografare con i diversi riflessi e intensità di luce. Questi fiori sono selvatici e si vedono in tutta la Scandinavia, al bordo del asfalto, tra la strada e i boschi di conifere, in macchie in mezzo alla campagna, accanto alle rocce. Le sue varietà di colori vanno dal blu-violaceo al rosa pallido. Sono un vero regalo di Madre Natura, almeno per la vista, perché, secondo Wikipedia, possono essere velenose. Ce ne sono molte specie. Si chiamano Aconito (aconitum septentrionale).
Però si vedono anche nei giardini delle deliziose e colorate case scandinave, sempre in quantità minore perché sono di fusto alto e in spazi ridotti possono essere ingombranti.
Certo i giardini non è che siano tanto ridotti, perché lo spazio in queste zone abbondano. Solo nelle piccole città esistono certe limitazione tra casa e casa, ma non in tutte perché lo spazio è comune e si rispetta e cura come se fosse il proprio. Nelle case di campagna credo non avere visto nessun recinto, è un tutt’uno con i campi coltivati che si estendono sfoggiando i diversi colori della loro coltura. L’unica limitazione, fatta da fil di ferro intrecciato, si vede ai lati delle autostrade, per chilometri e chilometri, e tante volte anche rafforzati con un intrecciato molto più folto per evitare il passo dei piccoli animali, come i conigli, i ricci, ecc, ecc. Non ostante questa barriera ogni tanto qualche animale paga il tributo dell'avanzare delle attività umane.
Fiore di Aconitum septentrionale
La bellezza dei fiori blu
La bellezza dei fiori blu
La protezione stradale per gli animali
La protezione stradale per gli animali



Quando si percorrono chilometri e chilometri in questa zona della Svezia ci sono tante cose da scoprire, piccoli particolari che attirano l’attenzione. Per esempio il colore dei ponti sulla strada. Tutti sono celeste, allegri … chissà … forse ci sarà una ragione nella scelta di questo colore già che anche i passaggi a livello delle ferrovie hanno una cornice di questo colore, certo si vedono anche delle cornici rosse.
I posti per sostare, ai lati e al largo delle strade Svedesi si distinguono per la loro privacy, cioè, dalla autostrada si vedono solo i cartelli indicatori delle uscite, però quasi mai uno spazio tale. Sono delle vere oasi per il riposo, sia dal punto di vista rumoroso, sia dal frenetico via vai delle macchine e camion. Una grossa montagnetta fatta apposta o un pezzo di roccia naturale risparmiato della dinamite quando si costruiva la autostrada, fungono da barriera fonica. Quando si è dentro a questi spazi si trovano tutte le comodità per rilassarsi. Tavoli, panchine, bagni, tanto spazio alberato per camminare, qualche laghetto, e anche un chiosco con delle bevande fresche e squisiti hot dog. Di solito si fa una bella dormita in macchina, cullati come sempre dal canto melodioso di qualche uccellino nascosto tra le fronde degli alberi. Per una sosta più lunga, quella notturna, anche se non è mai buio, se ne cerca una meno isolata. Non so se esiste una regola precisa, o valga la regola del viaggiatore: guardare, valutare e fermarsi. Quando si avvicina la mezzanotte e la stanchezza prende il sopravento si guarda dove sono fermi più di tre o quattro veicoli …. si spegne il motore, si abbassano i sedili posteriori, si srotolano i sacchi a pelo ….. e a ronfare!!!
Quante cose che vengono fuori degli angoli della memoria guardando solo qualche foto !!!
E pensare che ce n’è un baule !!!
Gli allegri ponti celesti di Svezia



Passaggio a livello in Svezia
Passaggio a livello in Svezia
Ponte dipinto in celeste in Svezia
Ponte dipinto in celeste in Svezia
Le comodità di un parcheggio in Svezia
Privacy di un parcheggio
Parcheggio tra le betulle
Parcheggio tra le betulle




Välkommen til Kiruna Lappland
Entrando nella Lapponia Svedese
Prendendo la E10 dal confine con la Norvegia, proprio nella città di Narvik, ed entrando in territorio Svedese, si trova un ambiente diverso in quanto le tante tonalità di verde mutano. La ostentata vegetazione sparisce e il grigio, marrone e rosso-mattone delle rocce inonda tutto, fa esaltare la limpidezza del blu profondo dei laghi, che come veri specchi riflettono la brillante bellezza dell’intorno. Le rocce sono basse e arrotondate, a causa del ghiaccio, il paesaggio appare un po’ desolato, ma guardando i particolari si scopre un delicato equilibrio tra l’acqua azzurra dei laghetti e la severità delle rocce maculate dal vellutato verde chiaro del muschio. Un gran cartello da il benvenuto in Lapponia … allora sorge una domanda ... “Siamo in Svezia o siamo in Lapponia?” Siamo in Svezia, perché la Lapponia è una regione geografica abitata dalla popolazione Sami, e occupa la parte nord della Norvegia, della Svezia, della Finlandia e la penisola di Kola in Russia. Vivono allevando renne, e dalla vendita dell’artigianato al turismo, offrono la comodità alberghiera nei camping in mezzo alla natura. E’ meraviglioso vedere in mezzo alla vasta e affascinante desolazione della tundra un edificio in legno con il tetto coperto di torba . O una vera oasi di bungalow accanto a un lago o in mezzo al bosco. Questi boschi regalano l’incontro ravvicinato con gli alci o con i galli cedrone, talvolta in mezzo a una dura lite per il territorio o per il diritto all’amore di una femmina. Laghetto Svedese
Laghetto Svedese


Circolo Polare Svedese
Circolo Polare Svedese
Distanze dal Circolo Polare Artico Svedese
Cartelli delle distanze


Continuando verso il centro della Svezia si arriva al Circolo Polare Svedese. Qui regna solo la natura. Chi impera in questa zona sono gli alberi, al contrario della schiacciante solitudine delle alte montagne nude del passaggio in Norvegia. Certo il turismo in questo passo del Circolo Polare è più assente. Ma il sottofondo dei canti degli uccellini da gioia allo spirito. È esposta anche una tipica capanna conica trasportabile chiamata Kota, che non usano più come abitazione, al meno in questa zona della Scandinavia, mentre si usa ancora nella zona della Russia, dove, a causa delle grandi nevicate il popolo Sami deve spostarsi con le mandrie di renne in cerca di posti dove gli animali trovino da mangiare.
Questa strada è solo per chi ama la naturalezza selvaggia, il tragitto è lungo e per chilometri e chilometri si viaggia dentro due muri di abeti rossi. La tranquillità è sovrana quando si sosta per riposare dal viaggio, mangiare sui tavolini di legno e stirare le gambe. E dopo … si continua verso la costa del Baltico.

Cartello del Circolo Polare Svedese
Cartello mappa
Vecchia capanna Sami
Vecchia capanna Sami
Abeti lungo la strada svedese
Abeti rossi



Ah … il tempo ... gli anni che passano … i ricordi che affiorano guardando queste foto, la prima volta a Friburgo, in Germania, d’estate. La città ideale per coloro a cui piace camminare, stradine strette strette, dove le macchine sono praticamente proibite, si può andare solo a piedi, in bici o in tram. Dove i giovani hanno il loro paradiso, sì, perché Friburgo è un paradiso per i giovani. La sua prestigiosa Università attira quantità enorme di studenti. E poi ci sono i turisti. E’ una città per viverla a piedi. In estate si mangia e si beve comodamente seduti fuori dai locali. Ogni ristorante o bar, talvolta uno accanto all’altro, offrono i suoi tavolini con i tovaglioli molto colorati e comode sedie sia nel cortile sia davanti allo stabilimento.
Non si può dire sui marciapiedi perché essi non esistono!!! Tutto è strada per spostarsi camminando. Certo dove passano i tram è diverso, i marciapiedi sono molto larghi e permettono di camminare e guardare le vetrine. Le macchine si spostano lente e ordinatamente nella loro carreggiata rispettando la precisa segnaletica e senza invadere per nulla la pista ciclabile. Il Duomo al centro della piazza principale è maestoso. Il suo campanile svetta sopra tutta la città e lo si vede da molti angoli stradali. Le sue mura di grandi mattoni e pietre rosso-brune sembrano custodire tutta la città, proteggendola con la sua guglia svelta e vigile. Il ritocco del campanile o del orologio danno un senso de tranquillità, de sentirsi protetti. E’ come una madre che guarda dal alto la vita quotidiana de suoi figli, si, perché al mattino, al suo intorno, la piazza si riempie di movimenti vitali, di colori e odori della vicina campagna che offre i frutti della terra: verdura appena raccolta, frutta fresca, fiori con la savia che ancora corre nei suoi stelli, il odore del legno intagliato da poco, raffigurando mille cose.
Duomo di Friburgo



Bambino nel canaletto di Freiburg Quando vicino a mezzogiorno si cammina e il caldo inizia a farsi sentire, le mamme fanno giocare i loro bambini nell’acqua limpida e fresca che scorre nei vari canaletti situati al bordo delle strade. Quest’acqua scende delle montagne della Foresta Nera, Schwarzwald, che è lì … a 300 metri dietro il Duomo, dall’altra parte di una larga strada e al cui piede si arriva con un ponte coperto. E prendendo un sentiero in salita si raggiunge, con non poco sforzo e fatica, la cima di una montagna che sovrasta la guglia del Duomo.
La vista è magnifica.
Si vede la valle dove si estende tutta la città. Il verde della campagna e i boschi. Di sera ci si siede al fresco a mangiare e a bere la squisita birra dorata e con profumo di lievito fresco, la Hefeweizen. I giovani si aggruppano seduti nelle scalinate di una piazza interna e suonano la chitarra, cantano, chiacchierano e ridono felici e rilassati. Tutto è un brulicare di vita giovane, e chi tanto non lo è, si sente tale. Tutta la natura è molto curata perché è una grossa zona di agricoltura biologica. Dove solo gli animaletti autoctoni fungono da vigile delle piaghe naturali delle piante, rispettando anche loro le gerarchie. Qualche volta quando si ci siede al ristorante del benzinaio sulla autostrada, a gustar un piatto tipico, e attraverso le vetrate si possono vedere gli scoiattoli che saltellano a un metro da te. Il canto degli uccellini è costante, soprattutto d ei merli. All’inizio della primavera arrivano le cicogne a nidificare sopra il tetto delle canne fumarie, nelle periferie della città.
E’ dichiarata la città più verde di Europa, senza smog, consuma solo energia eolica e solare. Friburgo, Freiburg, sei proprio bella!!!!
Juanita fa il bagno nel canaletto di Freiburg





A te il cui sorriso illumina il sole

Sei nata dalla pioggia di una sera estiva
sei nata da un sogno di fine primavera
bruna come le calde ombre dell’Amazzonia
fresca come la ventata del tuo sorriso
azzurra come il cielo di un oceano lontano
rossa come la fiamma di un falò di agosto
rosa come la passione di una sera di giugno.

Abbiamo adorato l’incanto del Sole
quando insonne il Sole ci ruotava attorno
abbiamo bevuto il Sole incantato
quando volavamo i giorni senza notte
abbiamo volato sopra il grande oceano
tornando alle tue radici lontane
sopra la terra rossa come le tue passioni.

La tua nave ha affrontato tante tempeste
la tua nave ha vinto contro le onde e il vento
la tua nave percorre serena e lenta
i primissimi giorni di un tiepido autunno
ma la nave racchiude in un angolo nascosto
la bambina veloce che saliva sui rami
la bambina sveglia che lanciava i cavalli
la bambina che dormiva col suo micifùz.


di
GIANNI NIGRO















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